★ FESTA ANTIRAZZISTA: Bandabardò LIVE ★ Musica - Fasi Finali tornei ★
★ Festa Antirazzista - Bandabardò in concerto e musica live - Fasi Finali torneo (piazza Sant’Euno - piazza Magione) ★
NON LUOGO, NON GIOCO 🔥⤵️
🗓️Ci vediamo domenica 14 giugno a partire dalle 18:00 per la Festa Antirazzista!
📍Piazza Sant'euno (piazza Magione
🏏Cricket
🏀Basket
⚽️Le fasi finali del torneo di calcio
🏆Premiazioni
🎶 Concerti live insieme a
☀️ Bandabardò
📻 Dj Cruzito
🔊 Pisk&Moe
La città è di la gioca
La piazza di chi la balla 👊
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“Non luogo, non gioco” – sport e privatizzazione degli spazi.
Gli spazi pubblici, per essere utilizzati, richiedono sempre più spesso di fare riferimento a qualcuno che li gestisce o li controlla: sempre più spesso soggetti privati.
Non è sufficiente creare o riqualificare spazi sportivi se non ci si pone il problema delle condizioni che permettono a quegli spazi di essere realmente vissuti. Costruire un campo o aprire una struttura non basta, se non si affrontano i temi della gestione, dell’accesso e dell’uso pubblico.
Da qui nasce la riflessione sul rapporto tra spazi e luoghi, e da qui prende il nome questa edizione: “Non luogo, non gioco”.
Il riferimento è al concetto di “non luogo”: uno spazio che viene attraversato ma non vissuto. Se uno spazio esiste solo formalmente, non è accessibile, non è abitato dalle comunità e non crea relazioni, rischia di restare un contenitore vuoto.
L’obiettivo non è quindi limitarsi a creare spazi, ma costruire luoghi: spazi vivi, attraversati da relazioni, reti sociali e pratiche educative, realmente accessibili a tutte e tutti.
Ogni tappa sarà anche un’occasione per declinare il concetto di “non luogo” nei diversi contesti locali. Perché “non luogo” non è solo “non gioco”, ma riguarda anche diritti fondamentali: il diritto ad abitare, a un lavoro dignitoso, a vivere spazi pubblici aperti e accessibili.
Questo ragionamento si lega ai processi di espulsione sociale, che oggi riguardano non solo le periferie ma anche i centri storici. Sempre più spazi urbani sono accessibili solo a chi ha determinate possibilità economiche, mentre la città si struttura secondo una logica che include alcuni ed esclude altri.
Allo stesso tempo, emerge un processo di colonizzazione urbana, in cui territori e spazi vengono utilizzati per finalità di profitto, economico o di immagine. La questione centrale resta quindi come questi spazi vengono gestiti: anche quando si dialoga con soggetti privati, l’obiettivo è mantenerne un uso pubblico, aperto e accessibile.
Per questo le tappe si svolgeranno anche sull’asfalto, nei quartieri, senza abbandonare gli spazi già attraversati negli anni. In molti territori esistono strutture sportive che potrebbero essere utilizzate, ma che oggi sono abbandonate o degradate.
Perché il punto resta uno: se uno spazio non diventa un luogo vissuto, aperto e attraversabile, non basta ad aprire possibilità reali di pratica sportiva, relazione e diritti.
Non luogo, non gioco.