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DESCRIPTION:“Se questa data è già\, in tutto il mondo\, una giornata di mob
	ilitazione dei\npalestinesi e dei loro solidali\, la nostra proposta è raf
	forzarla\, rendendo il\n15 maggio la giornata della memoria di tutte le vi
	ttime del colonialismo e\ndell’imperialismo occidentale. Una giornata\, ci
	oè\, in cui insieme alla tragedia\ndei palestinesi venga ricordato lo ster
	minio secolare di centinaia di milioni di\n“nativi” americani\, asiatici\,
	 africani\; la deportazione e schiavizzazione di\nalmeno 10 milioni di per
	sone dall’Africa\; la sistematica distruzione delle\nstrutture sociali\, p
	olitiche ed economiche in India e in Cina\; lo spaccio di\nalcol e oppio p
	er infragilire i sudditi renitenti e aprire le frontiere\; la\nguerra cont
	ro le popolazioni oceaniche da parte dei mercanti e dei soldati di\nSua Ma
	està britannica\; lo sterminio degli Herero da parte della Germania\; il\n
	Congo trasformato in un enorme campo di lavoro e di sterminio da Leopoldo 
	II del\nBelgio\; la spartizione dell’Asia Occidentale da parte di Francia 
	e Gran Bretagna\ncon gli accordi Sykes-Picot (1916)\; le stragi francesi i
	n Nordafrica\, Madagascar\ne Indocina\; le guerre statunitensi alla Corea\
	, al Vietnam del Nord\,\nall’Afghanistan\, all’Iraq\; le «guerre sporche» 
	degli USA in America latina… E\ninfine\, per quanto riguarda “noi”\, le «i
	mprese» italiane nei Balcani e in\nAfrica\, con gli orribili primati del p
	rimo bombardamento aereo di una città\n(Tripoli\, 1911) e dell’uso dei gas
	 contro la popolazione civile (Etiopia\,\n1935-36).”\n\nDa “Appello: Facci
	amo del 15 maggio la giornata della memoria del colonialismo”\,\nleggibile
	 per intero qui\nhttps://ilrovescio.info/2026/03/23/appello-facciamo-del-1
	5-maggio-la-giornata-della-memoria-del-colonialismo/\n[https://ilrovescio.
	info/2026/03/23/appello-facciamo-del-15-maggio-la-giornata-della-memoria-d
	el-colonialismo/]\n\nAbbiamo letto con piacere e con piacere aderiamo all’
	appello lanciato dalle\namiche e dai compagni della “Assemblea di solidari
	età con la resistenza\npalestinese di Trento”\, a fare del 15 maggio la gi
	ornata della memoria del\ncolonialismo. Nel farlo\, affiancheremo a tutte 
	le ragioni espresse in maniera\ncristallina nel comunicato trentino – quel
	l’intreccio di materiale disfattismo\ninternazionalista e di classe e colt
	ura di uno sguardo sovversivo sul passato –\nle ragioni più specifiche del
	la nostra storia. Vogliamo ricordare quello che\nvorrebbero farci dimentic
	are: che nella costruzione dell’italianità c’è stata\nuna lunga campagna d
	i colonialismo interno che continua tanto sul piano\nmateriale quanto su q
	uello della memoria e della rimozione: con quei capolavori\nche tutto teng
	ono che sono l’antimafia di Stato e il 41 bis\, con quelle\ntecnocrazie de
	l bispensiero per cui tortura è libertà.\n\nSiamo figlie e figli del colon
	ialismo interno\, delle sue politiche del terrore\nmilitare e dei suoi spe
	ttacoli macabri (si pensi alle foto delle truppe\npiemontesi ai castelli d
	i cadaveri della lotta al brigantaggio) e siamo figli e\nfiglie di quel fi
	lo lungo di rivolte\, sommosse e resistenze\, che lo Stato\nvorrebbe fare 
	dimenticare – pennellando anche le pareti interne del come siamo\nper farc
	i abboccare all’immagine di eterni passivi\, fatalisti\, ubbidienti ed\ned
	ucati come i già morti. Abbiamo detto “affiancare i due sguardi” non come\
	nmetafora. Sentiamo nelle viscere e nei momenti più minuti quello che i\np
	alestinesi chiamano sumud – qualcosa che ha a che fare con gli ulivi/la lo
	ro\ntenacia\, con il lungo vento dei racconti tramandati\, con la cocciuta
	 convinzione\ndell’altrimenti. Pensiamo che i tizzoni di questo sentire co
	vino ancora\, anche\nnei cuori di chi non conosciamo\, dei poveri di quest
	e lande\; e sappiamo quanto\nsoffiare via le ceneri e fare sfavillare la s
	cintilla della lotta qui possa\navere effetti e risultati anche in Palesti
	na\, in Libano\, dovunque l’Occidente\ncolonialista schiacci terre e vite 
	con i suoi stivali. Vivere come lottare è un\nfatto di prospettive e certe
	 prospettive non si improvvisano\, le ereditiamo e le\nbuttiamo in faccia 
	al presente\, alle sue macchine di morte e di oblio\, ai suoi\namministrat
	ori.\n\nPer dare il nostro contributo alla memoria del presente e del pass
	ato\,\npresenteremo la neo-nata rivista “Il movente” ad Alavò-Laboratorio 
	per\nl’autogestione a Polizzi Generosa. Una rivista che vuole essere uno s
	pazio di\nconfronto per la comunità che vogliamo costruire\, resistente e 
	radicata\, uno\nstrumento di lotta contro il colonialismo materiale e simb
	olico\, contro lo\nsfruttamento dell’essere umano sull’essere umano\, cont
	ro ogni vittimismo e ogni\nimmobilismo di sorta. L’iniziativa si terrà dal
	le 18\, spostata al 17 maggio: il\n15 e il 16 maggio si terrà infatti la T
	arga Florio\, competizione automobilistica\ndi riccastri\, epigoni di quei
	 Florio sfruttatori industriali di carne\nmeridionale\, che renderà imprat
	icabili le strade intorno e dentro il paese per\nquasi tutti i due giorni.
	\n\nla redazione de “Il movente”\n\ncompagni e compagne di Alavò- Laborato
	rio per l’autogestione
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	na giornata di mobilitazione dei palestinesi e dei loro solidali, la nostr
	a proposta è rafforzarla, rendendo il 15 maggio la giornata della memoria 
	di tutte le vittime del colonialismo e dell’imperialismo occidentale. Una 
	giornata, cioè, in cui insieme alla tragedia dei palestinesi venga ricorda
	to lo sterminio secolare di centinaia di milioni di “nativi” americani, as
	iatici, africani; la deportazione e schiavizzazione di almeno 10 milioni d
	i persone dall’Africa; la sistematica distruzione delle strutture sociali,
	 politiche ed economiche in India e in Cina; lo spaccio di alcol e oppio p
	er infragilire i sudditi renitenti e aprire le frontiere; la guerra contro
	 le popolazioni oceaniche da parte dei mercanti e dei soldati di Sua Maest
	à britannica; lo sterminio degli Herero da parte della Germania; il Congo 
	trasformato in un enorme campo di lavoro e di sterminio da Leopoldo II del
	 Belgio; la spartizione dell’Asia Occidentale da parte di Francia e Gran B
	retagna con gli accordi Sykes-Picot (1916); le stragi francesi in Nordafri
	ca, Madagascar e Indocina; le guerre statunitensi alla Corea, al Vietnam d
	el Nord, all’Afghanistan, all’Iraq; le «guerre sporche» degli USA in Ameri
	ca latina… E infine, per quanto riguarda “noi”, le «imprese» italiane nei 
	Balcani e in Africa, con gli orribili primati del primo bombardamento aere
	o di una città (Tripoli, 1911) e dell’uso dei gas contro la popolazione ci
	vile (Etiopia, 1935-36).”</p><p>Da “Appello: Facciamo del 15 maggio la gio
	rnata della memoria del colonialismo”, leggibile per intero qui <a href="h
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	ta-della-memoria-del-colonialismo/" target="_blank">https://ilrovescio.inf
	o/2026/03/23/appello-facciamo-del-15-maggio-la-giornata-della-memoria-del-
	colonialismo/</a></p><p>Abbiamo letto con piacere e con piacere aderiamo a
	ll’appello lanciato dalle amiche e dai compagni della “Assemblea di solida
	rietà con la resistenza palestinese di Trento”, a fare del 15 maggio la gi
	ornata della memoria del colonialismo. Nel farlo, affiancheremo a tutte le
	 ragioni espresse in maniera cristallina nel comunicato trentino – quell’i
	ntreccio di materiale  disfattismo internazionalista e di classe  e coltur
	a di uno sguardo sovversivo sul passato – le ragioni più specifiche della 
	nostra storia. Vogliamo ricordare quello che vorrebbero farci dimenticare:
	 che nella costruzione dell’italianità c’è stata una lunga campagna di col
	onialismo interno che continua tanto sul piano materiale quanto su quello 
	della memoria e della rimozione: con quei capolavori che tutto tengono che
	 sono l’antimafia di Stato e il 41 bis, con quelle tecnocrazie del bispens
	iero per cui tortura è libertà.</p><p>Siamo figlie e figli del colonialism
	o interno, delle sue politiche del terrore militare e dei suoi spettacoli 
	macabri (si pensi alle foto delle truppe piemontesi ai castelli di cadaver
	i della lotta al brigantaggio) e siamo figli e figlie di quel filo lungo d
	i rivolte, sommosse e resistenze,  che lo Stato vorrebbe fare dimenticare 
	– pennellando anche le pareti interne del come siamo per farci abboccare a
	ll’immagine di eterni passivi, fatalisti, ubbidienti ed educati come i già
	 morti. Abbiamo detto “affiancare i due sguardi” non come metafora. Sentia
	mo nelle viscere e nei momenti più minuti quello che i palestinesi chiaman
	o sumud – qualcosa che ha a che fare con gli ulivi/la loro tenacia, con il
	 lungo vento dei racconti tramandati, con la cocciuta convinzione dell’alt
	rimenti. Pensiamo che i tizzoni di questo sentire covino ancora, anche nei
	 cuori di chi non conosciamo, dei poveri di queste lande; e sappiamo quant
	o soffiare via le ceneri e fare sfavillare la scintilla della lotta qui po
	ssa avere effetti e risultati anche in Palestina, in Libano, dovunque l’Oc
	cidente colonialista schiacci terre e vite con i suoi stivali. Vivere come
	 lottare è un fatto di prospettive e certe prospettive non si improvvisano
	, le ereditiamo e le buttiamo in faccia al presente, alle sue macchine di 
	morte e di oblio, ai suoi amministratori.</p><p>Per dare il nostro contrib
	uto alla memoria del presente e del passato, presenteremo la neo-nata rivi
	sta “Il movente” ad Alavò-Laboratorio per l’autogestione a Polizzi Generos
	a. Una rivista che vuole essere uno spazio di confronto per la comunità ch
	e vogliamo costruire, resistente e radicata, uno strumento di lotta contro
	 il colonialismo materiale e simbolico, contro lo sfruttamento dell’essere
	 umano sull’essere umano, contro ogni vittimismo e ogni immobilismo di sor
	ta. L’iniziativa si terrà dalle 18, spostata al 17 maggio: il 15 e il 16 m
	aggio si terrà infatti la Targa Florio, competizione automobilistica di ri
	ccastri, epigoni di quei Florio sfruttatori industriali di carne meridiona
	le, che renderà impraticabili le strade intorno e dentro il paese per quas
	i tutti i due giorni.</p><p>la redazione de “Il movente”</p><p>compagni e 
	compagne di Alavò- Laboratorio per l’autogestione</p>
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